DISABILITÀ, PRESI D’ASSALTO GLI SPORTELLI DELLA CISL FRIULI VENEZIA GIULIA
Dal 1 marzo, avviata nelle ex provincie di Udine e Pordenone la sperimentazione introdotta dal decreto legislativo 62/2024
Della Ricca: “Carenza di medici e lungaggini sui certificati medici: così va in stallo la sperimentazione”
A pochi giorni dall’avvio della sperimentazione nelle ex provincie di Udine e Pordenone delle nuove misure previste dal decreto legislativo 62/2024 sulla disabilità, non tardano a venire al pettine i primi nodi critici, con i centralini della Cisl Fvg e del Patronato Inas che continuano a suonare con la stessa lamentela: ritardi delle visite mediche e centinaia di certificati medici cosiddetti “introduttivi” inevasi. Con il conseguente mancato riconoscimento di diritti alle persone.
“Siamo di fronte ad una situazione che richiede un intervento immediato” – incalza subito per la Cisl regionale, la segretaria Renata Della Ricca. Il decreto – spiega la sindacalista cislina – introduce cambiamenti significativi nella valutazione e nell’assistenza delle persone con disabilità, e dal primo marzo di quest’anno Udine e Pordenone rientrano tra le quaranta province italiane che sono partite con la sperimentazione delle nuove misure: tuttavia, sia a causa di problemi sul piano informatico, sia per la ormai cronica carenza di medici di medicina generale, l’accesso ai diritti e all’assistenza per le persone con disabilità è messo a rischio”. Tra i nodi da subito emersi – si legge in una nota del Sindacato – vi sono il generalizzato ritardo nei tempi di convocazione per le visite, la giacenza di certificati introduttivi inevasi, a causa degli scarsi organici e il rapporto ancora incerto con le strutture Sanitarie Territoriali per quanto riguarda la definizione dei progetti di vita personalizzati.
“E’ chiaro – va a fondo Della Ricca – che questi nodi affondano in problemi preesistenti, a partire dalla carenza dei medici di base, che tra la fine del 2025 e l’inizio d’anno si attesta attorno alle 400 unità in Friuli Venezia Giulia e che si deve sia alla forte ondata di pensionamenti, sia al pensionamento di molti medici e a una scarsa propensione dei giovani a scegliere questa specializzazione. Se poi si aggiunge il fatto che oltre la metà dei medici di famiglia in regione (52,4%) gestisce un numero di assistiti superiore alla media nazionale, è ancora più evidente come la sperimentazione sia destinata all’impasse”.
Per questo la Cisl Fvg sta attivando sui territori di Udine e Pordenone, teatro della sperimentazione, alcune convenzioni con i medici, soprattutto per accelerare i tempi delle visite e, soprattutto, dei certificati medici “introduttivi”, che, per attivare la procedura di accertamento – secondo le nuove norme – vanno inviti all’Inps tramite sistema telematico: un processo, obbligatorio e completamente digitalizzato, che, a quanto pare, sta generando disagi sia per i medici di base, sia per i pazienti. La situazione creatasi, infatti, preoccupa anche il Patronato Inas, considerato il numero sempre in crescita delle disabilità gravi negli adulti, ma anche delle patologie invalidanti nei bambini e nei giovanissimi, basti pensare che, stando all’ultima rilevazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, il numero degli alunni con disabilità è salito a 5.084 unità, un migliaio in più rispetto al 2021.
“Come Cisl Fvg – conclude Della Ricca – la messa al centro in Friuli Venezia Giulia delle politiche sociali tese a tutelare le persone e la sperimentazione del decreto 62, che riforma la condizione stessa disabilità, valutandola in termini multidimensionali e con attenzione ai progetti di vita individuali personalizzati e partecipativi, sono passi importanti da preservare e valorizzare. Ed è in questo contesto che anche le Case di Comunità possono diventare una risposta effettiva, funzionale e veloce sia rispetto all’attuazione delle politiche sociali complessive, sia, nello specifico, alla disabilità, supportando, ad esempio, i carichi di lavoro dei medici di famiglia, e presidiando l’accesso ai diritti e all’integrazione delle persone più fragili”.